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20 ottobre 2017

Tre forlivesi alla Prima Crociata

tratto dal libro di prossima uscita

Nel corso del Medioevo, Forlì fu più volte al centro degli eventi e si rese protagonista delle vicende politiche del territorio romagnolo. Il composito stemma della città riassume in sé molti degli avvenimenti che caratterizzarono la storia di Forlì che ricevette dai romani lo scudo di colore rosso sul quale fu in seguito posta la croce bianca a ricordo della partecipazione dei forlivesi alla Prima Crociata.

Marco Viroli
 
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13 ottobre 2017

Ottobre 1942: Forlì accoglie don Pietro Garbin

Tratto dal libro di prossima uscita “Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna” volume 2 di Marco Viroli e Gabriele Zelli

Per fondare e dirigere l’Opera salesiana, nell’ottobre del 1942 giunse a Forlì don Pietro Garbin come voluto dall’allora vescovo, Giuseppe Rolla. Fu monsignor Rolla in persona a fare espressamente il nome del giovane sacerdote. Convinto che il San Luigi avrebbe potuto prendere nuovo impulso dall’operato di un religioso bravo, moderno ed estremamente preparato.  Nella nostra città Garbin fu inoltre fondatore dell’Istituto Orselli e dell’Oratorio San Luigi in via Episcopio vecchio che divenne ben presto il maggior polo di aggregazione cattolica e giovanile della città.
Nato a Saletto di Montagnana (PD) nel 1907, sin da giovanissimo Pietro Garbin mostrò la volontà di dedicarsi alla vita ecclesiastica, frequentando il ginnasio e il liceo al seminario di Padova. Dal 1926 entrò a far parte della congregazione salesiana, divenendo educatore e maestro della gioventù. Fu ordinato sacerdote nel 1934 e, dopo aver vissuto a Parma fino al 1940, arrivò in Romagna, prima per una breve permanenza a Faenza (tra il 1941 e il 1942) poi, nell’ottobre del ‘42, a Forlì in pianta stabile.
Poco dopo che il trentacinquenne Garbin fu giunto a Forlì, la città passò uno dei periodi più difficili e drammatici della sua storia. Com’è noto, dopo l’8 settembre 1943 il nostro Paese divenne un campo di battaglia. Anche Forlì non venne risparmiata e visse giorni, anzi mesi, tragici, tra eccidi nazisti e fascisti, bombardamenti e cannoneggiamenti degli alleati. Sono i mesi di cui abbiamo scritto nel libro I giorni che sconvolsero Forlì, edito dalla casa editrice «Il Ponte Vecchio» nel 2014.
Certo è che il grande affiatamento tra «il dinamico vescovo e il giovane sacerdote» (come ha scritto don Franco Zaghini) fu foriero di importanti interventi in città. Don Pietro incantava i giovani seminaristi con la sua forza d’animo e con un’oratoria a dir poco eccezionale. Si diede poi un gran da fare per «liberare sacerdoti e civili da una prigionia che spesso era l’anticamera della morte, nella tragica estate del 1944».

 

Marco Viroli
 
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29 settembre 2017

Gli Experimenta di Madonna Caterina

(Tratto dal libro “Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna” (2016) di Marco Viroli e Gabriele Zelli)

Caterina Sforza, signora di Forlì tra il 1480 e il 1500, amava intrattenere una fitta corrispondenza con la famiglia d’origine che si trovava a Milano, con le altre dame delle corti d’Italia e non solo.
Gran parte delle missive della Leonessa di Romagna era, infatti, indirizzata ad alchimisti, speziali e studiosi e riguardava la passione per i “segreti” delle acque, gli “arcani” della distillazione e le “virtù”. Questi studi erano raccolti in un ricettario che la contessa teneva sempre con sé. Impostato come diario, si arricchiva anno dopo anno grazie al contributo di altre dame che come lei si occupavano di erboristeria e di cosmesi. Grazie al ricettario di Caterina veniamo così a conoscenza dell’esistenza di una fitta rete di comunicazioni tra sovrane e nobildonne, mirata allo scambio di consigli per la salute e la bellezza.
Non solo salute e bellezza e non solo rapporti epistolari. Alla corte di Caterina, infatti, accorrevano medici, speziali, alchimisti, erboristi, barbieri e ciarlatani, con i quali la signora di Forlì scambiava pareri ed esperienze. In tempi in cui non esistevano ancora gli scienziati nell’accezione moderna del termine, non dobbiamo considerare di poco interesse questo genere di scambi.

 

Marco Viroli
 
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13 settembre 2017

In ricordo del Sommo Poeta

Mercoledì 13 settembre

Nell’ambito degli eventi della manifestazione “Dante. Tòta la Cumégia” 2017-2018
Nell’anniversario della morte del Sommo Poeta L’Associazione Culturale Direzione21 presenta:
In ricordo del Sommo Poeta. Serata dedicata a Dante Alighieri a Forlì

Alle ore 20.30, presso la Sala Melozzo (Chiesa della SS. Trinità), l’Associazione Direzione 21 si presenterà ufficialmente alla città, offrendo una piccola degustazione di vini.
La serata proseguirà alle ore 21.00 con una passeggiata notturna, condotta da Marco Viroli e Gabriele Zelli, per le vie della città sulle tracce di Dante Alighieri a Forlì.
Il percorso raccontato terminerà sotto il campanile di San Mercuriale, in piazza Saffi, dove il gruppo potrà assistere in anteprima al video con i brani salienti dell’ultima edizione  di “Dante Tòta la Cumégia”, tenutasi a Forlì il 17-18-19 maggio di quest’anno.
L’evento è aperto a tutti ed è gratuito. La cittadinanza è invitata.

Per maggiori informazioni Ass. Culturale Direzione21:
email - ass.direzione21@gmail.com; Cell.: 331 88 62 632; Facebook: @direzione21.


 

Marco Viroli
 
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21 luglio 2017

2 agosto 1919