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LA BELLEZZA… È ROCK!

Apericena Rock con Antonio Rosetti e Marco Viroli

LA BELLEZZA… È ROCK!

Hey, my my
Rock and roll can never die
(Neil Young)


Nascita ed evoluzione di un genere musicale e di un movimento culturale che per oltre cinquant’anni hanno influenzato e appassionato i giovani di mezzo mondo.
Sei incontri con la storia del rock in America, in Europa, in Italia e nella musicale Forlì degli anni ‘60/’70.

 Domenica 17 Febbraio – In America e in Europa con Marco Viroli
LE ORIGINI (ANNI ’50 E ’60)

Da Elvis ai Beatles e ai Rolling Stones
Il rock nasce e cresce nutrendosi di entusiasmo e ingenuità. Si definisce il concetto di rockstar e di rock band. La trasgressione e la provocazione portano il rock alla ribalta mondiale.

Dopo la Seconda Guerra mondiale iniziò a serpeggiare per il mondo una gran voglia di rinnovamento e di disimpegno. Per la prima volta nella storia il focus si spostò dagli adulti sui giovani. La civiltà occidentale usciva dagli orrori di un terribile conflitto globale e vedeva nei giovani una fonte di rinnovamento e principalmente di guadagno. Erano loro i consumatori non solo del domani ma soprattutto del presente. Si creò così rapidamente un mondo fatto per i giovani in cui però erano gli adulti a dettar legge e a trarre profitto.
Non sfuggì a questa logica la musica. Dalla fusione di tanti precedenti movimenti culturali e musicali (blues, beat generation, ecc.) nacquero in America le radici della musica rock. Per legittimare il nuovo movimento si rese necessario trovare un personaggio che si imponesse, ovvero la prima rockstar della storia della musica: Elvis Presley, “un bianco che cantava con l'anima di un nero”. Fu lui a infrangere ogni barriera e a diffondere il verbo del rock ‘n’ roll. La sua musica era esplosiva e carnale, il suo inconfondibile movimento di bacino gli giovò il soprannome di “The Pelvis” e portò il rock ‘n’ roll all'attenzione delle masse.
Tutto il resto è storia… ma sono in tanti ad affermare che se non fosse esistito Elvis non ci sarebbero stati né i Beatles né i Rolling Stones e forse lo stesso rock non sarebbe mai decollato.

Domenica 24 Febbraio - In Italia con Antonio Rosetti
ANNI ’60 E ’70: COME POTETE GIUDICAR…

Da Celentano al Beat la musica e la trasgressione giovanile nell'Italia del boom economico
Gli anni ’50 e ’60 sono stati per l’Italia un periodo di grande trasformazione anche in ambito musicale. L’arrivo del rock’n’roll fece soffiare un vento decisamente nuovo ma furono i primi 45 giri dei Beatles a portare una vera e propria rivoluzione nella musica italiana.

Domenica 3 Marzo - In America e in Europa con Marco Viroli
L’ETA' DELL'ORO
I favolosi anni Settanta
Vizi e virtù del rock. Luci e ombre di una musica che creava leggende. Nuove tendenze e nuove sonorità fanno sembrare illimitate le possibilità creative del rock. Il rock è la massima forma espressiva giovanile e il music business prospera.

Verso la fine degli anni Sessanta in tutto il mondo occidentale il rock è un fenomeno di costume dilagante che nessuno può più ignorare. Il movimento hippy e le rivolte giovanili del ’68 lo portano definitivamente alla ribalta. La sua consacrazione si ha nel 1969 quando, dal 15 al 18 agosto, nella piccola cittadina di Woodstock alle porte di New York, inaspettatamente più di 400.000 giovani (secondo alcune fonti, addirittura un milione) parteciparono all'omonimo Festival che, per quattro giorni, vide alternarsi sul palco trentadue tra musicisti e gruppi fra i più noti di quei tempi.
Gli anni ‘70 non iniziano però nel migliore dei modi per il rock. Nel 1971, nel giro di pochi mesi, in circostanze drammatiche e poco chiare, perdono la vita tre tra i suoi più acclamati e spregiudicati interpreti: il 3 luglio a Parigi, Jim Morrison, cantante dei Doors, viene trovato morto nella vasca da bagno dalla fidanzata Pamela; il 18 settembre a Kensington, quartiere di Londra dove viveva, il grande chitarrista Jimi Hendrix è rinvenuto morto, pare soffocato dal suo stesso vomito; il 4 ottobre la cantante Janis Joplin è ritrovata priva di vita nella stanza di un motel di Hollywood, 18 ore dopo il decesso. Queste morti illustri non scalfirono minimamente la corsa inarrestabile del rock, anzi ne amplificarono il fascino.
Nei formidabili anni ’70 il rock visse il periodo di massima fortuna e creatività. Fu in questo decennio che calcarono le scene gruppi e solisti come: David Bowie, Led Zeppelin, Deep Purple, Pink Floyd, Genesis e tanti altri. I loro album vendevano milioni e milioni di copie, ai loro concerti ogni volta era il tutto esaurito.
Il rock produceva ricchezza per tutto il music business. Era l’età dell’oro, unica e irripetibile!

Domenica 10 Marzo - In Italia con Antonio Rosetti
ANNI ’70 E ’80: NON SOLO PIOMBO…

Dalla Pfm ai Litfiba il rock italiano negli anni della ribellione
Gli anni ’70, in Italia, sono stati caratterizzati da una fortissima tensione verso l’utopia. Sono gli anni dei concerti nei palasport, della vita comunitaria, del sacco a pelo e dell’ autostop. Il rock è contaminato da moltissimi altri generi, dal blues al jazz, alla musica classica. Gli anni ’80 vedono invece il crollo di molti miti e la musica ritorna alle origini sotto la spinta della furia distruttrice del punk prendendo nel contempo strade più introverse ed intimiste.

Domenica 17 Marzo - In America e in Europa con Marco Viroli
CULMINE E DECLINO DEL ROCK (ANNI ‘80 e ‘90)

L’era del music business e dei mega concerti
Con la rivoluzione punk e new wave di fine anni ‘70, tutti possono fare musica ed esprimere la propria rabbia e il proprio disagio. La British invasion e il Glam rock degli anni ‘80 (Duran Duran, Spandau Ballet, Depeche Mode,…). Ritorno alle sonorità e ai temi classici del rock negli anni ‘90: il Grunge.

Nel 1979 esce un album del rocker canadese Neil Young che si apre con la canzone “My My, Hey Hey (Out of the Blue)”, divenuta tristemente famosa per il verso che Kurt Cobain, cantante dei Nirvana, il 5 aprile 1994, citò in un biglietto scritto poco prima di suicidarsi: «It's better to burn out than to fade away» ("È meglio bruciare che spegnersi lentamente"). “My My, Hey Hey” parla della storia del rock ("il rock 'n' roll non può morire") ed è dedicata a Elvis Presley, defunto il 16 agosto 1977, e a Johnny Rotten dei Sex Pistols, il gruppo che con la sua musica punk stava sconvolgendo il music business.
Tra questo disco di Neil Young e la morte di Kurt Cobain trascorrono 25 anni, due decenni e mezzo in cui il rock conosce la sua apoteosi e il suo declino. Sono gli anni del rock patinato da copertina e dei grandi concerti.
Uno su tutti rivoluzionò il modo di proporre la musica dal vivo e fece comprendere al mondo intero quanto fosse rilevante e consolidato il fenomeno del rock. Il 13 luglio 1985 in diverse località del globo (Londra, Filadelfia, Mosca, Sidney, ecc.) si tenne il Live Aid, un concerto organizzato da Bob Geldof allo scopo di ricavare fondi per alleviare la carestia in Etiopia a cui parteciparono tutti i più grandi nomi della musica. Fu il più grande collegamento via satellite e la più grande trasmissione televisiva di tutti i tempi. Si calcola che furono due miliardi e mezzo gli ascoltatori e i telespettatori che in cento paesi del mondo assistettero in diretta all'evento.
Di lì a breve gli anni Novanta incombevano e con loro la nascita in America dell’ultimo grande movimento rock, il Grunge, di cui Kurt Cobain fu suo malgrado la punta di diamante. Ma, come cantava Young, “rust never sleeps” la ruggine non si ferma mai e imperterrita corrode ogni cosa, rock compreso.

Domenica 24 Marzo - A Forlì con Antonio Rosetti
UNA CITTA’ PIENA DI COMPLESSI

L’epopea del rock forlivese nella Romagna degli anni sessanta e settanta
La scena rock forlivese è stata, in quegli anni, davvero notevole e quasi nessuno lo sa. Forlì era un importante crocevia da cui si dipartiva l’attività di moltissime orchestre e gruppi musicali. E’ in questo contesto che nascono e crescono, nella nostra città, i tantissimi complessi che attraverseranno la storia dei due decenni.

Le lezioni iniziano alle ore 19.30 e terminano alle ore 22.00.
E’ prevista una pausa per l'apericena.
La quota di partecipazione è di € 10.00 per ogni incontro.
Info Gianni Giancarlo Giunchi


Marco Viroli

martedì 5 marzo 2013