Diogene Annunci Economici

Cosa cerchi?

mentelocale - Diogene Annunci Economici Forlì

Il Bel Paese tornerà a mangiare con la cultura

Il Bel Paese tornerà a mangiare con la cultura

«del bel paese là dove 'l sì suona»
(Dante Alighieri, Inferno, Canto XXXIII, v. 80)
«il bel paese ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe»
(Petrarca, Canzoniere, CXLVI, vv. 13-14)

In queste ultime settimane, su invito di alcuni docenti dell’ITC “Matteucci” di Forlì, ho avuto l’opportunità di sviluppare un progetto con alcune classi del biennio dell’indirizzo Turismo. Il progetto, che aveva come tema “Storie, luoghi e personaggi di Forlì”, mi ha visto impegnato come relatore sulla storia della nostra città, dalla preistoria sino alla caduta di Caterina Sforza, avvenuta nel 1500 con l’arrivo di Cesare Borgia in Romagna.
 

Scopo del progetto era quello di interessare i ragazzi a questi argomenti, mostrando loro aspetti storico artistico culturali della città in cui vivono e che troppo spesso tutti quanti sottovalutiamo.
Questo approccio ricalca quello tenuto negli ultimi decenni dagli Italiani in genere, ma in particolare dalla classe dirigente, nei confronti del ben più sconfinato patrimonio nazionale. Un atteggiamento pernicioso che, non più tardi di tre anni fa, portò l’allora potente ministro dell’Economia a rilasciare l’allucinante e ben nota dichiarazione: “Con la cultura non si mangia”.

Mai dichiarazione fu più inopportuna e inappropriata!
Possibile che l’onnisciente e onnipotente ministro in questione non avesse sotto mano i dati di cui oggi disponiamo e che ci mostrano che, nonostante i tagli, il settore della Cultura in Italia vale ancora 80 miliardi di euro, pari al 5,8% del Prodotto interno lordo. Per opportuna conoscenza va ricordato che il nostro Paese possiede un patrimonio artistico da record composto da 5.000 tra musei, monumenti e aree archeologiche, con ben 49 siti Unesco!
Nonostante questo, nell'ultimo decennio, il bilancio del ministero della Cultura è stato quasi dimezzato e le risorse destinate al mantenimento e alla conservazione del patrimonio artistico si disperdono in mille rivoli.

I confronti con l'estero sono impietosi ed evidenziano l’urgenza di una necessaria inversione di rotta che ci riporti in fretta a passati splendori. Negli anni ‘80 l’Italia si trovava al primo posto tra le mete più gettonate dal turismo internazionale. Da quei giorni gloriosi purtroppo le cose sono molto cambiate, anche se tendiamo a ignorarlo, circondati come siamo dalla (grande) bellezza, trincerati nel fortino costituito dalla nostra incredibile storia in cui brillano come perle preziose gli innumerevoli ingegni che ci hanno contraddistinto nei secoli in tanti campi dell’arte e dello scibile.

Oggi purtroppo le statistiche sottolineano che, nonostante l’eccezionale patrimonio di cui dispone, l’Italia non è l’obiettivo più amato dai turisti. Anzi, il Bel Paese si trova solo al quinto posto della classifica in cui primeggia la Francia che, con i suoi circa 86 milioni di visitatori annui, ci lascia al palo, quasi doppiandoci (l’Italia infatti di visitatori ne conta 46 milioni all'anno).
Con il suo alto numero di attrazioni turistiche, musei, monumenti e siti storici, la Francia risulta perciò la destinazione più amata dai turisti. Gran parte del successo le viene certamente da Parigi, universalmente ritenuta città straordinaria e affascinante. Al secondo posto, con 20 milioni di presenze in meno, si collocano gli Stati Uniti, con un territorio però che è esteso ben 15 volte quello della Francia; in terza posizione troviamo la Cina, ora colosso non solo economico ma anche turistico, con più di 57 milioni di visitatori all'anno. La vera sorpresa la troviamo alla quarta posizione dove si consolida la Spagna che offre una combinazione unica al mondo di arte e storia, località balneari, città vivaci e stimolanti, a prezzi assolutamente competitivi, aspetto, quest’ultimo, spesso carente a un’Italia che si è da tempo adagiata sugli allori di una reputazione oramai sbiadita, smarrita nei meandri della memoria.

Essere belli non è più sufficiente. Sono indispensabili lungimiranza ed estrema attenzione verso le esigenze dei visitatori, a maggior ragione in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, in cui il turismo potrebbe rappresentare una risorsa da rifondare e mettere a sistema.
Oltretutto le destinazioni emergenti sono sempre più agguerrite e anche in Europa molti Paesi si preparano a fare meglio di noi, perciò è necessario prendere atto al più presto delle nostre insufficienze e correggerle per cambiare rotta. È venuto il momento di dire basta all'improvvisazione: c’è bisogno di creare ora i futuri professionisti del settore che dovranno poi divenirne i modernizzatori, gli innovatori.
È necessario sviluppare il turismo culturale e di qualità, il nostro patrimonio ce lo consente in quanto non essendo delocalizzabile è l’unica risorsa del Paese radicata che nessuno ci potrà mai copiare o rubare. Pensiamo ad esempio al Colosseo che oggi con 5,2 milioni di persone e 37,4 milioni di incasso all'anno è il sito culturale più visitato e redditizio d’Italia. Anche se Americani o Cinesi ne creassero uno identico nei loro rispettivi paesi, l’originale resterebbe sempre il nostro e per visitarlo si dovrebbe comunque venire in Italia.

Bisogna tornare competitivi, accelerare la ripresa dell’immagine del Bel Paese all'estero, razionalizzare le risorse e promuovere la "filiera" della Cultura, diversificando l’offerta in relazione alle esigenze di una clientela sempre più differenziata ed esigente.
Se si farà tutto questo, in tempi brevi sarà possibile generare nuovi posti di lavoro, dando modo soprattutto ai giovani di trovare opportunità di impiego e di realizzazione professionale.

È necessario agire e agire velocemente perché solo in questo modo il Bel Paese potrà tornare a mangiare grazie alla cultura… alla faccia di chi sosteneva il contrario!


Marco Viroli

sabato 15 marzo 2014