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29 Ottobre 1944: 70 anni fa l’uccisione di Pino Maroni

29 Ottobre 1944: 70 anni fa l’uccisione di Pino Maroni

Si avvicina il 9 novembre, data fatidica per Forlì che quest’anno rivestirà ancora maggior rilevanza in quanto si celebrerà il 70° anniversario della Liberazione della città.

Innumerevoli saranno le cerimonie e gli eventi che verranno organizzati per ricordare questa importantissima ricorrenza. Nulla però sarà sufficiente per commemorare la memoria dei circa 2.000 nostri concittadini (in gran parte civili) che persero la vita nel corso della Seconda Guerra mondiale e in particolare nei mesi che precedettero la Liberazione. La maggior parte di loro hanno nomi che sono pressoché sconosciuti alla “grande storia”. Alcuni invece si sono resi protagonisti, a volte loro malgrado, di gesti eroici, sacrificando la propria vita per la libertà e il futuro della nostra terra.

Tra tutti, questa settimana voglio ricordare la memoria di Pino Maroni, barbaramente ucciso dai tedeschi appena dieci giorni prima dell’ingresso degli alleati a Forlì.

Il racconto del suo martirio è giunto a noi attraverso la testimonianza di Galio Rossi – ex partigiano forlivese, scomparso nel 2011 – pubblicata nel volume “Noi eravamo partigiani. La lotta di liberazione raccontata dai partigiani forlivesi Sergio Giammarchi e Galio Rossi”, edito dal Comune di Forlì nel 2009.

Anch’io e Gabriele Zelli ne parliamo nel nostro libro di prossima uscita “I mesi che sconvolsero Forlì” (Il Ponte Vecchio, 2014) e anche in “Forlì. Guida alla città” (Diogene Books, 2012) da cui estraggo il testo che riporto a seguire.

 

29 Ottobre 1944: 70 anni fa l’uccisione di Pino Maroni

La sera del 29 ottobre 1944 Pino Maroni, commissario politico del 1° distaccamento G.A.P. di Forlì, insieme a due giovani partigiani diciottenni era intento a recuperare armi nascoste nei locali del calzaturificio Zanotti, sito in via Giorgio Regnoli. I tre vennero sorpresi da altrettanti soldati tedeschi che li costrinsero ad avviarsi verso corso Vittorio Emanuele (l’attuale corso della Repubblica), passando da via Oberdan. Approfittando del buio, Maroni tentò una sortita. Poco prima di imboccare il corso principale, per non farsi comprendere dai tedeschi, si rivolse ai suoi in dialetto romagnolo dicendo: “Quând a rogg, scapì sènza vultèv” (“Quando urlo, scappate senza voltarvi”). Così fece. I ragazzi riuscirono a fuggire e, correndo a perdifiato, raggiunsero la zona dell’attuale viale Bolognesi, dove si trovava una casa colonica con una siepe di spini che si prolungava fino a via Decio Raggi. Qui si nascosero e attesero il mattino seguente per far ritorno a casa.

Pino Maroni invece, dopo aver estratto le due pistole che aveva con sé, sparò ai militi tedeschi, ingaggiando un combattimento a fuoco ravvicinato. Il coraggioso partigiano cadde ferito e fu trasportato al comando delle S.S. che si trovava all’inizio del corso, nel palazzo che era allora sede della Previdenza Sociale, oggi Banca di Forlì. Qui venne brutalmente torturato fino alla morte. Il suo corpo fu sepolto in piazzale della Vittoria, nel giardino della Stazione Agraria, attuale sede della Facoltà di Economia e Commercio.

 

Una lapide posta il 9 novembre 2008 a fianco dell’entrata del palazzo Becchi, in via Gugliemo Oberdan 2, oggi sede della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Traduttori e Interpreti dell’Università di Bologna, commemora il gesto eroico di Pino Maroni. Questo è il testo dell’epigrafe:

 

CITTÀ DI FORLÌ / IN QUESTO LUOGO, LA SERA DEL 29 OTTOBRE 1944 / UNDICI GIORNI PRIMA DELLA LIBERAZIONE DI FORLÌ / DALL’OPPRESSIONE NAZIFASCISTA / IL GAPPISTA PARTIGIANO / PINO MARONI / VENNE CATTURATO DA UNA PATTUGLIA TEDESCA / INSIEME A DUE GIOVANI PATRIOTI. / CON LUCIDO CORAGGIO SACRIFICÒ LA VITA / PER CONSENTIRE LA FUGA E LA SALVEZZA / DEI SUOI COMPAGNI DI LOTTA. / L’IMPAVIDO GESTO E L’IMPEGNO PROFUSO / NELLA RESISTENZA / PER UN’ITALIA LIBERA E GIUSTA / GLI VALSERO / LA MEDAGLIA D’ARGENTO ALLA MEMORIA / Q.M.P. / NOVEMBRE 2008

 


Marco Viroli

sabato 11 ottobre 2014