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La Biblioteca Malatestiana, cuore della cultura della Romagna, Memoria del Mondo dell’Unesco

La Biblioteca Malatestiana, cuore della cultura della Romagna, Memoria del Mondo dell’Unesco

La Biblioteca Malatestiana di Cesena è stata la prima biblioteca civica d’Italia e d’Europa ed è l’unica biblioteca monastica rinascimentale che sia giunta a noi intatta nell'edificio, negli arredi e nella dotazione libraria.

Nel 2006 l’UNESCO l’ha inserita nel registro della “Memoria del Mondo” con la seguente motivazione:

“La Biblioteca contiene lavori di filosofia, teologia e scritti di natura biblica, così come di letteratura scientifica e classica e di differenti provenienze. È un raro esempio di una completa e meravigliosa collezione conservata dalla metà del XV sec., appena prima dell’avvento della stampa in Europa. La collezione è un esempio unico di biblioteca umanistica del Rinascimento, momento in cui le prime valutazioni sugli scritti e sugli insegnamenti cristiani lasciavano la strada a varie considerazioni secolari”.
 

Nonostante tutto ciò, molti di noi non hanno mai varcato i suoi portoni.
Lo studioso cesenate Paolo Turroni ci viene in soccorso con la sua nuova guida, un libro che renderà più agevole a chiunque la visita alla Malatestiana.

 

La data di fondazione di uno studium francescano che raccoglieva antichi codici monastici resta ignota anche se si ha notizia della presenza a Cesena di un ordine di frati minori francescani sin dal 1250.
Fu solo tra il 1450 e il 1455 che i francescani ottennero dal papa l’approvazione per utilizzare i lasciti testamentari ricevuti per costruire una nuova biblioteca che ampliasse la capacità di quella vecchia, oramai insufficiente a contenere tutti i volumi.
L’imponente opera fu resa possibile grazie all'aiuto di Malatesta Novello, signore di Cesena, e di sua moglie Violante da Montefeltro.
Violante, assidua lettrice dei classici, sia in volgare che in latino, sostenne il progetto voluto dal marito di una grande biblioteca luminosa in cui i testi antichi potessero venire conservati e consultati liberamente.

La signora di Cesena oltre all'indubbia formazione umanistica poteva vantare una grande e accurata conoscenza dei testi sacri e delle pagine scritte dai padri della Chiesa.


I lavori di costruzione della biblioteca iniziarono nel 1447 e terminarono nel 1452 sotto la direzione dell’architetto Matteo Nuti, un modesto ma rispettabile maestro di Fano, conosciuto da Novello molto probabilmente durante il soggiorno nella città costiera delle Marche.
Il Nuti era discepolo del celebre architetto Leon Battista Alberti, autore tra l’altro del Tempio Malatestiano, di cui si ipotizza un possibile intervento anche a Cesena.
Da un fitto scambio di lettere tra Novello e il vecchio amico Cosimo de’ Medici, tra i quali si stava svolgendo una permuta di codici da far realizzare ai copisti, si percepisce quale fosse la portata dell’impegno e dell’interesse del Malatesta nell'accrescere il patrimonio librario della nuova biblioteca cesenate.

Come altre biblioteche monastiche costruite in quel periodo, la Malatestiana venne collocata al primo piano, in modo che i codici fossero naturalmente protetti da eventuali danni causati dalle inondazioni.

 

Al termine dei lavori di costruzione furono necessari due anni per la sistemazione dei codici e per realizzare lo splendido portale in noce d’ingresso.
Il 15 agosto 1454 il nuovo studium aprì i battenti al pubblico. Da allora la Biblioteca Malatestiana è orgoglio dei Cesenati e rappresenta un tesoro per la città e per tutto il mondo, tanto che, il 19 maggio 2006, è divenuta ufficialmente il primo bene culturale italiano a entrare a far parte del Registro Internazionale della “Memoires du Monde, avviato dall'UNESCO nel 1992, con lo scopo di raccogliere il patrimonio documentario riconosciuto, come rispondente a criteri di interesse universale per la sua unicità e per il suo rilievo per la storia dell’umanità, analogamente a quanto era già avvenuto per il “Patrimonio dell’Umanità” culturale e naturale.

 

Oggi vi sono conservati circa duecentocinquantamila volumi, di cui duecentottantasette incunaboli, circa quattromila cinquecentine, millesettecentocinquantatre manoscritti, che spaziano fra il XVI secolo e il XIX secolo, oltre a diciassettemila lettere, documenti e autografi.

 

Anello di congiunzione fra cultura medievale e umanistica, la Biblioteca Malatestiana di Cesena fu voluta da Malatesta Novello, signore della città, a metà del XV secolo, proprio mentre a Magonza Johann Gutenberg dava vita al libro a stampa. Unica biblioteca del Quattrocento ad essere giunta a noi intatta in ogni sua parte, da oltre mezzo millennio questo luogo straordinario, fin dall'inizio pubblico e aperto a tutti gli studiosi, rappresenta un punto di riferimento per la cultura italiana, e non solo.
Paolo Turroni, servendosi dei risultati più recenti delle ricerche scientifiche e attraverso una narrazione piacevole e interessante, accompagna il lettore all'interno della Malatestiana, presentandone la storia e le curiosità, le opere d’arte e i più importanti volumi”. (dalla quarta di copertina)

 

Paolo Turroni è nato da famiglia cesenate nel 1974 a Valdobbiadene, in Veneto, e risiede a Cesena. Laureato in Lettere a Bologna nel 1998, insegna Lettere al Liceo Classico “Vincenzo Monti” di Cesena. È attivo e appassionato giornalista pubblicista, interessato soprattutto ai temi della cultura e della produzione letteraria che segue sulle pagine di «La Voce di Romagna» e del «Corriere Cesenate». Si è interessato di teatro, nel cui ambito, con «Il Ponte Vecchio», ha pubblicato “La commedia del baule”, ricostruzione e invenzione di una commedia plautina perduta. Sue poesie sono apparse sulle riviste «Nuovo Contrappunto», «Libere carte», «L’Ortica». Da qualche mese ha assunto, a fianco di Davide Argnani, la direzione della rivista di cultura romagnola «Confini».


Marco Viroli

venerdì 4 ottobre 2013