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Posti auto insufficienti come agire

Posti auto insufficienti: legittima la delibera che prevedere la turnazione.

Posti auto insufficienti come agire

Quando per sua natura il bene comune non è suscettibile di godimento simultaneo da parte di tutti i condòmini, è possibile stabilirne un uso indiretto ovvero la turnazione tra tutti gli aventi diritto, che, peraltro, esula da qualsivoglia apprezzamento del Giudice di legittimità, attenendo alla sfera valutativa propria dell’assemblea.

L’assemblea, nondimeno, può anche vietare l’occupazione dello spazio qualora l’avente diritto non eserciti la sua facoltà di utilizzo, in virtù del potere di auto-regolamentazione sull’uso della cosa comune, evitando un utilizzo più inteso a favore di taluni condòmini a discapito di altri.

Il fatto.
Il signor Tizio lamenta che l’autorimessa condominiale non sia più sufficiente a garantire a tutti i condòmini di poter parcheggiare le rispettive autovetture. Queste, nel tempo, sono diventate sempre più grandi e occupano maggiori spazi, rispetto anche agli stalli riservati a ciascuno dei condòmini.

Egli propone ai propri vicini di stabile in sede assembleare delle modalità di sfruttamento dell’area comune alternative. Tra le diverse ipotesi prospettate include quella dell’uso turnario del parcheggio.

Convocata l’assemblea dei condomini e regolarmente costituitasi, la stessa ha però deliberato, sul merito del punto all’ordine del giorno, di non disporre alcun mutamento rispetto le preesistenti modalità di parcheggio all’interno dell’autorimessa comune, così respingendo la proposta di Tizio.

Questi, allora, ha impugnato la deliberazione in disamina avanti al Tribunale competente lamentandone l’illegittimità.

Costituitosi il Condominio in giudizio, lo stesso ha eccepito la perfetta regolarità della statuizione. Ha altresì dedotto l’avvenuto usucapione degli stalli da parte di taluno dei condòmini.

La sentenza. Il Giudice di Roma ha accolto la tesi dell’attore, affermando che la determinazione collegiale era effettivamente inficiata da un vizio di invalidità, della specie di nullità.

La perizia sui luoghi (cosiddetta CTU) aveva in precedenza rilevato, prendendo le misure dell’area comune, che gli spazi preesistenti, in effetti, non erano sufficienti a garantire a tutti i condòmini di poter regolarmente parcare la propria autovettura al suo interno.

Si era appurato, dal punto di vista tecnico e scientifico, che sussisteva una compressione del diritto al pari uso della parte comune anzidetta e che questo, in quanto tale, inficiava le prerogative vantate al riguardo dall’attore.

La delibera assembleare oggetto di gravame è stata quindi ritenuta invalida, nella misura in cui decidendo di non aderire alla proposta di uso turnario dell’autorimessa da parte di tutti i condòmini si è posta in modo contrario al precetto di cui all’articolo 1102 codice civile, a mente del quale: “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto […]”.

L’uso turnario di un bene comune da parte dei comproprietari (o meglio dei condòmini) – rammenta la Sentenza – costituisce una delle modalità di godimento dell’area di parcheggio, laddove questa ultima non sia sufficiente ad ospitare il ricovero di tutte le autovetture di costoro.

 


Mirco Bresciani

venerdì 9 novembre 2018