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Parliamo insieme di sicurezza

Incendi dolosi

Parliamo insieme di sicurezza

Bentornati nello spazio dedicato alla sicurezza.

Mi ero promesso, all’inizio di questa avventura, di non parlare mai di politica. Sarò fedele alla promessa nella misura in cui non mi avventurerò ad analizzare l’uno o l’altro partito e le loro proposte di governo locale o nazionale.

Fatti recenti ci impongono però di parlare di politiche. Ovviamente si tratta di politiche di sicurezza.

Proprio questa mattina (26/6) leggo sul giornale che lo studio di un commercialista in Forlì è stato dato alle fiamme. “[…] i militari della Scientifica in mattinata hanno ispezionato lo studio per individuare i punti d'innesco e la tipologia di liquido infiammabile utilizzato per appiccare l'incendio”.

Queste semplici frasi sottintendono ovviamente che l’incendio sia stato volontario. Premeditato inoltre, perché sono stati preparati inneschi per generare il rogo.

Il rogo si è sviluppato nella notte in un’attività professionale e non ha provocato danni se non a cose (nessuna vittima, nessun ferito). Se consideriamo le conseguenze materiali non si tratta di un fatto grave, è tuttavia necessario guardare come un evento del genere si sia sviluppato, ed in che tradizioni storiche e culturali affondi le proprie radici.

Tre sono le cause tipiche di incendio doloso: vandalismo, ritorsione o avvertimento (escludendo la truffa assicurativa, tema che a noi non interessa).

L’incendio vandalico colpisce di norma oggetti (di proprietà pubblica o privata) in aree pubbliche o aperte al pubblico, facilmente raggiungibili e sostanzialmente nascoste agli occhi (per la posizione o per l’ora). Alla base di queste azioni sono di frequente futili motivazioni, dovute ad alcol, ignoranza, disagio sociale, rabbia inespressa mescolati in varie misure.

Le altre cause di incendio portano motivazioni più sostanziali, e sono sempre un avviso violento  alla vittima. Il messaggio più o meno è questo: “stai violando le regole che ho imposto, e le conseguenze di questa violazione saranno molto gravi, peggio di questo piccolo avvertimento.”

Di quali regole stiamo parlando? Chi le impone?

Il tema è ampio, al prossimo appuntamento lo approfondiremo ulteriormente.

 

Auguro a tutti una settimana sine cura

 

 


Michele Donati

giovedì 28 giugno 2018