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Decreto sicurezza

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Decreto sicurezza

Bentornati nello spazio dedicato alla sicurezza.

Stiamo analizzando le questioni che ruotano intorno al decreto Salvini ed al dibattito che da una parte ritiene che sia un grande bonus per la sicurezza, dall’altra un grande pasticcio che toglierà certezze.

La vera natura del problema emerge se abbandoniamo il tifo da stadio e proviamo a ragionare lucidamente. Quali sono gli scopi di una legge in materia di sicurezza ed immigrazione? Immagino siano per ciascuno di noi che si possa vivere in pace e sicurezza, non avere paura ad attraversare le città, poter lavorare e vivere senza problemi ed avere la certezza che il sistema intorno a noi possa occuparsi dei nostri momenti di debolezza (malattia, terza età, necessità economiche, sociali e personali).

Per rendere più sicura la città sarà più utile rendere più severe le pene contro chi delinque, aumentare i controlli, togliere a chi abbia commesso un reato una volta nella vita la possibilità di ottenere un lavoro onesto e regolare o costruire un percorso di integrazione per chi ha commesso reati in modo da recuperarlo come parte attiva della società?

Difficile dare una singola risposta giusta ad una domanda con quattro opzioni. Muoviamoci passo a passo.

Inasprire le pene è utile o no? Leggiamo le statistiche relative ai reati gravi ove questi siano puniti con pena capitale. La pena di morte non diminuisce i reati gravi (per farla semplice). Quindi rendere le pene più severe non influisce sulla statistica di reiterazione dei reati.

Aumentare i controlli è utile o no? Basta il semplice buonsenso per capire che un numero maggiore di controlli (in strada, elettronici, a mezzo videosorveglianza, ma anche come controlli incrociati di banche dati per i reati da colletto bianco ad esempio) porta statisticamente ad una maggiore emersione delle trame di illegalità, ad un grado maggiore di certezza della pena e dunque influisce, seppur non in modo sostanziale quanto crederemmo, sulla statistica di reiterazione dei reati.

Togliere la possibilità, per chi abbia commesso dei reati, di ottenere un lavoro regolare, onesto, di essere reinserito nella società (sono delinquenti, non li vogliamo mica qui, trattati come la brava gente), è utile o no? Leggiamo ancora i numeri: le statistiche di recidiva post pena (la commissione di reati da parte del delinquente dopo l’espiazione della sua pena in carcere e la successiva liberazione) di chi ha seguito un percorso di inserimento lavorativo in carcere sono drasticamente inferiori rispetto a chi non ha vissuto questa esperienza.

Auguro a tutti una settimana sine cura.

 


Michele Donati

venerdì 25 gennaio 2019