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Tempo libero

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Bentornati nel nostro spazio dedicato alla sicurezza.

Era ancora il 2018 quando abbiamo cominciato a parlare di rapporti tra le istituzioni e di politiche di sicurezza e rieducazione. Nel frattempo, la base elettorale di un partito ha deciso autonomamente cosa il Parlamento avrebbe dovuto rispondere alla richiesta da parte della Magistratura di indagare su un membro del Governo per un’azione ritenuta illecita operata nell’esercizio delle sue funzioni.

Basta però parlare di temi politici, è più interessante discutere di cosa possiamo fare noi per la sicurezza di chi ci sta intorno.

E’ da qualche tempo che, frequentando scuole primarie e secondarie, mi trovo a parlare con gli studenti delle cose che li appassionano. Facile intuire che raramente parliamo di materie di studio.

Io poi sono appassionato di giochi, quindi passiamo poi parecchio tempo a parlare di come impegnano il loro tempo libero. E mi piace approfondire con loro questo tema, quello della libertà. Il tempo libero infatti non è altro che il tempo della libertà. Quello dove facciamo ciò che davvero ci dà soddisfazione, ci rende felici.

Vero?

Onestamente, parlando con loro, emerge sempre, ogni volta, inesorabilmente una realtà diversa. Il tempo “libero” è spesso impegnato in attività che non paiono per nulla libere.

L’attività più frequente, quella che pare la preferita, è legata ai videogiochi. Quando avevo la loro età, in fondo anche per me era lo stesso. Quanti della mia generazione hanno passato pomeriggi ad esultare per aver aiutato un idraulico a salvare la principessa dalle crudeli tartarughe? E quanti hanno combattuto contro il conto alla rovescia innescato dal perfido Jaffar?

Alcune cose però sono cambiate, notevolmente cambiate da allora. Un tempo i videogiochi costavano parecchio, si potevano giocare in solitario o al massimo in due sulla stessa consolle (o PC) e tra i criteri di valutazione si trovava la longevità, misurata in ore di gioco effettivo. Avevano infatti un inizio, uno svolgimento predeterminato ed una fine.

La rivoluzione nel mondo dei videogiochi è stata portata da Internet: finalmente la possibilità di giocare non più soli o al limite in coppia sulla stessa consolle, ma un collegamento diretto con un numero illimitato di giocatori. Ed ecco che, per alcuni giochi, non c’è più bisogno di pensare ad una trama, ad uno svolgimento. Che bisogno abbiamo di una costruzione narrativa se partecipiamo ad un gioco il cui scopo sia quello di sparare a tutti i nemici e possiamo giocare contemporaneamente con decine, centinaia, migliaia di persone in contemporanea?

Proseguiremo le prossime settimane la nostra analisi.

 

Auguro a tutti una settimana sine cura


Michele Donati

venerdì 22 febbraio 2019