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Parchi e Giardini di Forlì

Parco Paul Harris

Parchi e Giardini di Forlì

Forlì ha diverse interessanti attrattive, una di queste è certamente il verde pubblico.

I tanti viali alberati, i giardini e i parchi rendono la nostra città più vivibile, respirabile e in giugno anche gradevolmente profumata grazie agli innumerevoli tigli in rigogliosa fioritura su viali e parchi. In estate, quando il caldo ci tormenta, possiamo trovare refrigerio e relax all'ombra di querce, betulle o acacie. Possiamo passeggiare accompagnando bimbi o nonni e, dove è permesso, i cari amici a 4 zampe, oppure correre, fare esercizi ginnici riempiendoci i polmoni dell'ossigeno che gli alberi generosamente ci regalano o anche improvvisare animate partite a marafone seduti attorno un tavolo posizionato all'ombra. Fare pic-nic in compagnia di amici. Studiare, leggere o suonare la chitarra.

Nei prossimi numeri di Diogene vogliamo percorrere tutti i parchi e i giardini di Forlì, scoprire cosa li caratterizza, quando e come sono nati, le loro principali attrattive e di quali alberi e arbusti sono composti. Oggi visitiamo il Parco Paul Harris. 

La nostra prima “escursione” nel verde di Forlì parte dal Parco Paul Harris, conosciuto ai più come parco di via Bengasi.

Situato fra Via Tripoli e Via Bengasi e in prossimità di Via Gorizia, del quartiere Foro Boario e del quartiere Pianta è un'oasi di verde a 5 minuti dal centro. Si accede principalmente da via Bengasi ma anche da via Tripoli.

 

Iniziamo il percorso nel Parco incontrando Gabriele Zelli che ci racconta come fosse utilizzata in passato l'area che oggi è adibita a parco pubblico:

ll parco pubblico intitolato all'avvocato statunitense Paul Harris (1868 - 1947) in qualità di fondatore del Rotary International, occupa l'area che un tempo era destinata all'attività della Fornace di Villa Pianta. Nel volume "Monografia Industriale di Forlì", edito nel 1926, l'autore Ettore Casadei, che si avvalse della collaborazione di Edoardo Ceccarelli, così descrive l'importante attività: "Nelle immediate vicinanze dello Zuccherificio, a sinistra sulla strada ravegnana, in alcuni poderi della Frazione Villa Pianta nel 1907, per opera del conte Vincenzo Antolini Ossi e del Sig. Francesco Baldassari, sorse una fabbrica di laterizi, che ben presto assunse un notevolissimo sviluppo". Nel 1919 venne ceduta alla "Società Fornaci Forlì" con sede a Milano, che la gestì solo fino al 1921, anno in cui subentrò il Consorzio delle Cooperative di Produzione e Lavoro. Due anni più tardi, in seguito alla messa in stato di liquidazione del consorzio, la fabbrica cambiò nuovamente proprietario, passando nelle mani della Società Anonima Industria Laterizi Edilizia. 

Era in quegli anni una delle fornaci fra le più moderne e importanti della Regione, occupava una vastissima area, oltre 50.000 metri quadrati di cui ben 6.000 coperti da fabbricati. Era dotata di sistemi meccanici per la preparazione dell'argilla e di macchinari modernissimi per tutte le varie lavorazioni che la resero molto competitiva. Tanto che all'inizio della sua attività la fabbrica produceva 30.000 pezzi al giorno e 3.500.000 all'anno, impiegando 70 operai mentre, 18 anni dopo, sempre secondo la "Monografia Industriale", I'azienda aveva raddoppiato la produzione e il numero degli addetti era salito a 110. Dotata di un forno del tipo Hoffman produceva tutte le varietà di laterizi (in alcuni casi anche fatti a mano), come mattoni, tavelle, tegole marsigliesi, tavelloni, tubi per condutture d'acqua, camini. 

Fino agli anni '50 e '60 del secolo scorso la Fornace Villa Pianta continuò a costituire, insieme alle altre, Maceri Malta e Ragazzini, per citare le più importanti, un'attività fondamentale nella dinamica economica romagnola, accanto alle attività legate al turismo e ad alcuni comparti specializzati del settore agricolo. Poi piano piano tutte cessarono l'attività perché nel comparto edilizio si cominciarono ad utilizzare in modo preponderante materiali a base di calcestruzzo. 

Di conseguenza le aree occupate dalle fornaci furono individuate nei piani regolatori del Comune di Forlì come zone da bonificare e per la realizzazione di grandi parchi pubblici. Come di fatto è avvenuto a partire dal 1980 con il parco di via Dragoni, dove aveva avuto sede la fornace Ragazzini, poi quello di via Bengasi ed infine il Parco Urbano "Franco Agosto".

 

Proseguiamo il percorso nel parco confrontandoci con Salvatore Ricca Rosellini, membro del Rotary Club Forlì e autore del libro “Il Rotary Club Forlì. 70 anni di Service 1949-2019” che ci riferisce come avvenne la cerimonia di intitolazione al Parco e la recente donazione della struttura “percorso benessere”

Il 9 ottobre 2001, Presidente del Rotary Club di Forlì Bruno Greppi, in occasione della visita al Club del Governatore del Distretto Rotary 2070 Franco Mazza, fu intitolato al fondatore del Rotary International Paul Percival Harris il Parco pubblico di via Bengasi. Erano presenti il Sindaco di Forlì Dr. Franco Rusticali, il Prefetto Dr. Cesare Ferri, il Vescovo Mons. Vincenzo Zarri ed il Presidente del Consiglio Comunale Gabriele Zelli. Fu così svelata una roccia monumentale - un possente monolite proveniente da Alfero - portante il nome di Paul Harris ed il logo del Rotary.

Due anni fa Il Rotary ha donato al parco una struttura per esercizi fisici, il “Percorso Benessere”.  La cerimonia pubblica si è svolta il 5 settembre 2017 alla presenza del presidente del Rotary, Mario Fedriga, il sindaco, Davide Drei, l’assessore allo Sport, Sara Samorì e i soci del sodalizio.

L'attrezzatura, identificata e studiata per il mantenimento delle condizioni fisiche e della mobilità del corpo, comprende una serie di moduli sui quali svolgere vari esercizi fisici in modo adeguato alle esigenze di ciascuna persona. Il taglio sportivo dell’impianto consente anche lo svolgimento delle più moderne discipline come Calisthenics, Personal Fitness, Street Workout e Parkour

La nostra camminata prosegue lungo i sentieri del parco incontrando questa volta i principali protagonisti: le acacie, le robinie, le querce, i pioppi, i tigli. Il laghetto, dove il sole al tramonto si specchia creando magiche sfumature di colore e dove cigni e oche nuotano tranquilli ed anche qualche gallina ci gironzola allegramente attorno. I passaggi  ombrosi fra cespugli e rami. Gli amanti dell'attività sportiva che singolarmente o guidati da istruttori bruciano grassi, zuccheri e si tengono in forma. I chioschi e le verande, attrezzate con panchine e tavoli, ricoperte di profumati gelsomini in fiore. Incontriamo cani portati al guinzaglio dai loro amici umani che girano lungo i sentieri del percorso consentito, annusando curiosi ogni porzione di terreno, altri che corrono liberi nell'apposita aerea di sgambamento. Notiamo giochi in legno, scivoli e altalene recentemente ristrutturati, che accolgono l'incontenibile energia dei bambini mentre le nonne chiacchierano sedute all'ombra.  Insomma, il parco Paul Harris merita di essere frequentato e vissuto, forse  meriterebbe anche qualche attenzione in più da parte dell'Amministrazione Comunale.

Si ringraziano per la collaborazione Gabriele Zelli e Salvatore Ricca Rosellini del Rotary Club Forlì.

 


Redazione Diogene

venerdì 21 giugno 2019