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Tre domande a Alvaro Agasisti

Tre domande a Alvaro Agasisti

Una mano tesa alla persona colpita da una diagnosi irreversibile, per abbracciarla e darle dignità fino al suo ultimo giorno. Questo è l’obiettivo che l’associazione “Amici dell’Hospice” porta avanti da 17 anni, affiancando il Servizio Sanitario nella presa in carica del malato in fase terminale. La rosa di competenze e impegno volontario messi in campo a questo fine si sono arricchiti negli anni e continuano a dispiegarsi sul territorio grazie a quanti sostengono le attività dell’associazione. Di queste parla il suo presidente Alvaro Agasisti.

Quali sono stati i primi passi degli “Amici dell’Hospice”?

 

La nostra onlus è nata nel maggio 2002, sotto la spinta del dottor Marco Maltoni, referente scientifico dell’associazione e direttore dell’Unità Operativa di Cure Palliative dell’Ausl Romagna di Forlì, per poter garantire figure professionali aggiuntive oltre a quelle impiegate dall’Azienda sanitaria locale. Siamo partiti mettendo a disposizione due infermiere per l’assistenza domiciliare, completamente a carico dell’associazione. Poi abbiamo incluso anche una fisioterapista, attiva sia in struttura, sia nell’assistenza domiciliare. Dopo qualche tempo gli “Amici dell’Hospice” hanno iniziato a garantire stabilmente anche la presenza di un medico. Ma non ci siamo fermati qui.

 

Come si è ampliato il vostro raggio di azione?

 

Abbiamo messo in campo una musico-terapista, impegnata negli Hospice di Forlimpopoli e Dovadola, il cui intervento è molto apprezzato. A partire dal 2019 abbiamo introdotto anche un operatore socio-sanitario. Si tratta di figure professionali che, in mancanza della nostra azione, non ci sarebbero. Offriamo, inoltre, anche il servizio di una parrucchiera che va in Hospice per garantire la cura della persona. Non sono servizi accessori: assicurare la funzionalità del corpo fino all’ultimo, tramite la fisioterapia, oppure curare l’aspetto esteriore sono modi per far sentire a casa la persona e valorizzarla anche nel fine vita. Poi ci sono i volontari – oggi circa una quindicina – che mettono a disposizione il loro tempo entrando in Hospice per dedicarsi alla cura del paziente, occupandosi di raccolte fondi o delle nostre iniziative. Chi volesse diventare volontario, può contattare tramite messaggio Angela Pozzi (348.1634184) e sarà ricontattato.

 

In che modo sostenete le vostre attività?

 

I nostri servizi sono gratuiti, perciò cerchiamo di reperire le risorse necessarie per mantenerli in essere attraverso le donazioni effettuate dai privati, tramite il 5x1000, grazie al contributo della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì e per mezzo di iniziative varie di raccolta fondi. Alcune sono diventate appuntamenti fissi, come la vendita solidale di panettoni e uova di Pasqua, e l’iniziativa “Una piega per l’Hospice”, nella quale alcune parrucchiere si mettono a disposizione gratuitamente per una giornata (a Forlimpopoli durante la Segavecchia e a Forlì generalmente nel mese di maggio) per devolvere il ricavato del loro lavoro alle nostre attività. Inoltre, grazie alle due cene solidali promosse dal circolo Arci di Villa Rotta il 15 e il 28 giugno, ci sono appena stati donati 5mila euro.


Laura Bertozzi

martedì 2 luglio 2019