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Due incontri con le Leonesse di Romagna

Giovedì 16 nombre due appuntamenti

Due incontri con le Leonesse di Romagna

Giovedì 16 novembre, ore 15.30
sede CNA Forlì, via Pelacano 29
Marco Viroli e Gabriele Zelli presentano:
CATERINA SFORZA
LEONESSA DI ROMAGNA
Caterina Sforza è vissuta oltre cinque secoli fa, tuttavia se tornasse a nascere oggi sarebbe ancora considerata una donna moderna.
Autoritaria, terribile, vendicativa e spietata con nemici e traditori, rapida nel ragionamento, sincera nella parola, madre premurosa e affettuosa, governante saggia e giusta, istruita ma non accademica, sempre desiderosa di apprendere e curiosa di scoprire i segreti della natura, dell’essere umano e del mondo. Caterina Sforza è stata tutto questo e anche di più: una donna aldilà del bene e del male che sfidò i suoi gli uomini del suo tempo e che anche oggi, se potesse tornare a vivere, rischierebbe di non essere compresa fino in fondo nella sua modernità.
Nel corso della presentazione verranno proiettate immagini relative agli argomenti trattati.
Ingresso libero.

 

Giovedì 16 novembre
Torrione Sforzesco di Bubano, via Lume 1694, Mordano (BO)
Marco Viroli presenta:
CATERINA SFORZA E LE ALTRE LEONESSE DI ROMAGNA
ore 19.00 – Grande aperitivo-cena con prodotti tipici e di stagione.
Informazioni e prenotazioni allo: 347 8676004 (entro il 14 novembre).
ore 21.00 - Presentazione del libro “Signore di Romagna. Le altre leonesse. Dame, amanti e guerriere nelle corti romagnole” di Marco Viroli (Il Ponte Vecchio, Cesena).
Organizzato dal Comune di Mordano (BO) in collaborazione con Coop. Mosaico e “Diamoci una mano” Associazione di promozione sociale.

Già autore di “Caterina Sforza. Leonessa di Romagna”, accolto con grande favore, Marco Viroli propone le vicende straordinarie delle figure di donna che, presso le corti romagnole, si fecero protagoniste di una storia insieme splendida e sanguinaria. Passano così nel libro:
– gli amori tragici di figure immortali come Francesca da Rimini e Parisina Malatesta;
– i tradimenti finiti nel sangue, nei quali le donne furono ora vittime (come la dolente figura di Barbara Manfredi alla corte degli Ordelaffi ), ora implacabili congiurate (come Francesca Bentivoglio alla corte dei Manfredi);
– gli eroismi di Signore entrate nel mito, capaci di ergersi al modo di impavide guerriere, come nel caso di Cia degli Ordelaffi , eroina sopra le mura della rocca di Cesena, o di Diamante Torelli, eroica guerriere in difesa delle mura faentine strette d’assedio dal Duca Valentino;
– le raffinate figure di Isotta degli Atti e di Violante Malatesta, virtuosa e fin sfuggente nella sua pietas cristiana, testimoni e forse ispiratrici dei due capolavori del Rinascimento romagnolo: il Tempio Malatestiano di Rimini e l’aurea Biblioteca Malatestiana di Cesena, “memoria del mondo”.
E poi, ancora, Orabile Beatrice di Giaggiolo, Vannetta de’ Toschi, Caterina Rangoni, Lucrezia Pico della Mirandola, Marsibilia Pio, Cassandra Pavoni: una galleria di figure affascinanti e insieme la storia delle signorie romagnole: insomma, la celebre terzina di Dante fatta storia e figura, in un libro denso di fatti e di sorprese: “«Le donne e’ cavalier, li affanni e li agi / che ne ‘nvogliava amore e cortesia / là dove i cuor son fatti sì malvagi» [Dante, Purgatorio, XIV, 109-111].

 


Marco Viroli

venerdì 10 novembre 2017